domenica 1 maggio 2016

auto aiuto per ricominciare


estratto dal corriere della sera di Domenica 1 maggio 2016






È un attimo: un momento prima, la vita prosegue lentamente, a tratti noiosa,  con i problemi di sempre. Poi all'improvviso accade, nessuno crede mai  che gli possa capitare nessuno crede di essere  vulnerabile.
È un attimo lunghissimo dove tutto sembra rallentato, e ancora credi che non stia capitando a te,proprio a te. Un attimo e la tua vita è cambiata un attimo e tutte le certezze svaniscono un attimo solo e ti ritrovi davanti ad una finestra: spettatore della  vita degli altri.
Ora sei diverso, cambiato non solo nel fisico; un attimo e la vita ricomincia.

giovedì 17 settembre 2015

per riflettere ...

“Un giorno un’insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po’ di spazio sotto ogni nome.
Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla.
Ci volle tutto il resto dell’ora per finire il lavoro, ma all’uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.
Quel sabato l’insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.
Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista.
Poco dopo, l’intera classe stava sorridendo. “Davvero?” sentì sussurrare.
“Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!” e “Non pensavo di piacere tanto agli altri” erano le frasi più pronunciate.
Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l’avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l’esercizio era servito al suo scopo.
Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.
Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale.
Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo…
La chiesa era riempita dai suoi amici.
Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l’insegnante fu l’ultima a salutare la salma.
Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò “Lei era l’insegnante di matematica di Mark?”.
Lei annuì, dopodiché lui le disse “Mark parlava di lei spessissimo”.
Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco.
I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante.
“Vogliamo mostrarle una cosa”, disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca.
“Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso.
“Pensiamo che possa riconoscerlo”
Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte.
L’insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui.
“Grazie mille per averlo fatto”, disse la madre di Mark.
“Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro”
Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi.
Charlie sorrise timidamente e disse “Io ho ancora la mia lista. E’ nel primo cassetto della mia scrivania a casa”.
La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell’album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario.
Poi Vicki, un’altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po’ consumata, mostrandola al gruppo.
“La porto sempre con me, penso che tutti l’abbiamo conservata”.
In quel momento l’insegnante si sedette e pianse.
Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l’avrebbero più rivisto.
Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l’altro.
E non sappiamo quando accadrà.
Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti.
Diteglielo prima che sia troppo tardi.
E un modo di farlo è: continuare ad inoltrare questo messaggio.
Se non lo copi sul tuo blog, avrai perso un’altra bellissima occasione per fare qualcosa di gentile e carino verso gli altri.
Se sei “troppo occupato” per prenderti questi pochi minuti sufficenti a copiare il messaggio, è perché è la PRIMA volta che non fai quelle piccole cose che farebbero la differenza in una relazione!
Ricorda, “chi semina raccoglie”. Quelli che metti nella vita degli altri tornerà a riempire la tua.
Possa il tuo giorno essere fantastico e speciale quanto te!”blog.pianetadonna.it/

mercoledì 26 agosto 2015

dal web ...



Un sacerdote stava camminando in chiesa verso
mezzogiorno e passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per
vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il
sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava;
l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia
consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a
disfarsi. L’uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e
uscì.
Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a
mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava
brevemente e quindi usciva.
Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a
sospettare che si trattasse di Un ladro, quindi un giorno si mise
davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla
chiesa gli chiese: “Che fai qui?”
L’uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva
mezz’ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per
pregare, “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’
lontana, quindi mi inginocchio e dico: “Signore, sono venuto nuovamente
per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei
peccati… non so pregare molto bene, però
ti penso tutti i giorni… Beh, Gesù… qui c’è
Jim a rapporto”
Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che
andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.
Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare,
si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore e incontrò
Gesù.
Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance,
nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim:
“Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono
felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai
liberato dai miei peccati… non so molto bene come pregare, però penso
a te tutti i giorni… Beh, Gesù… eccomi a rapporto!”
Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il
vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a
pregare.
Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò
alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e
che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che
tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.
Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim
portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era
contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice
dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né
visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e
questa gli disse, mentre Jim ascoltava:
“Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha
nessuno”.
Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo:
“L’infermiera si sbaglia… però lei non può
sapere che, tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno,
un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si
inclina su di me e mi dice: “Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto
sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi
peccati…Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti
penso ogni giorno…. Beh, Jim… qui c’è GESU’ a rapporto!”
Da oggi, ogni giorno, non possiamo perdere
l’opportunità di dire a Gesù: “Sono qui a rapporto!”
(web)

giovedì 14 maggio 2015

Yoga - Respirazione 3 semplici tecniche - Pranayama

Yoga Nidra - meditazione guidata

Yoga per la sera

Come cambia la vita

Come cambia la vita in pochi minuti
Come cambia la vita quando meno te lo aspetti
Come cambia la vita se nel tuo dolore ti trovi da solo
Come cambia la vita in un battito di ciglia ... 

SI FA PRESTO A DIRE "MAESTRO"

 Dopo una lunga assenza rieccomi qui,non è importante il motivo ( chi mi conosce ne è già al corrente) ciò che importa è che ritorno con la stessa determinazione e voglia di fare di prima.
prendo spunto da un post di un grande, ma sopratutto, vero Maestro di arti marziali,il quale mi ha fatto porre delle domande su me stesso e su chi ho frequentato in passato,
 Domande a cui nessuno ha ancora saputo rispondere....e mi domando il perchè.
Ma quanta ipocrisia c'è in personaggi che vantano il titolo di Maestro,quanta falsità o semplice superficialità?
 
 
SI FA PRESTO A DIRE "MAESTRO"
Si fa presto a dire "Maestro". Qualche anno di pratica, qualche corso specifico, qualche esame mirato, un bel diploma fiammante appeso alla parete. Il maestro non è "mestiere", non è impegno part time, non è seconda occupazione, o puro semplice hobby. Il maestro è scelta radicale, precisa missione, totale dedizione. Il maestro consegna se stesso alla continua ricerca per capire il più possibile, per dare il più possibile, per tutto il tempo possibile.


venerdì 20 febbraio 2015

Il Rei

 

Il Rei, che accompagna sempre ogni esercizio, pone il praticante nella condizione di superare il proprio egocentrismo interno e gli consente infine di porsi agli altri uomini senza maschere. Il modo in cui un praticante porge il saluto è uno specchio di se stesso. L'etichetta nelle Arti Marziali non è solo forma, ma una via verso la Verità.
www.aikishop.it

spesso la realtà è solo ciò che desideriamo vedere
Questa è la teoria e sarebbe una bella favola se l'uomo ne fosse capace, purtroppo la realtà è un altra cosa . Per molto tempo non ho voluto vedere credendo in questa bellissima favola .... poi ho aperto gli occhi